M’AMA.SEEDS ha promosso e costituito un tavolo tecnico presieduto dal prof. Vincenzo Cerulli Irelli, per produrre documenti e progetti di programmazione, proposte normative che vadano a colmare le gravi lacune oggi presenti nel settore delle antiche semenze e della biodiversità che dovrebbe avere la tutela rafforzata propria dei diritti inviolabili e costituzionalmente tutelati e che invece manca di disciplinare il settore. Il tavolo tecnico per una proposta normativa che dia identità e paternità ai nostri semi.

Il tavolo tecnico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la partecipazione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha le seguenti finalità.

(ì) Supporto istituzionale ed economico da parte del Ministero per la costituzione della filiera delle antiche sementi italiane: cerealicola, ortofrutticola, vitivinicola e delle erbe aromatiche e officinali, assicurando agli agricoltori, contadini, trasformatori, distributori, un incentivo a proseguire nella valorizzazione di tali antiche sementi, ovvero le varietà originarie ed autoctone del territorio italiano, comunque introdotte da almeno cinquanta anni nel territorio italiano, risultando così tradizionalmente integrate nell’agricoltura. Le varietà non dovranno peraltro in alcun modo essere frutto di modificazioni del corredo cromosomico attraverso tecniche di ingegneria genetica e più in generale di biologia molecolare.

(ìì) Approvazione da parte del Ministero del Disciplinare di filiera proposto da M’AMA.SEEDS con riferimento a ciascuna varietà vegetale, redatto con l’ausilio di vari esperti del settore, che regolamenti l’intero processo produttivo e di trasformazione delle antiche sementi autoctone di diverso genere, dal seme al prodotto trasformato, regolamentando tutte le fasi di produzione, ai fini di salvaguardare la sicurezza alimentare, facendo ricorso anche, ove occorra, alla moderna tecnologia block chain che consente di assicurare l’intera tracciabilità del prodotto agricolo, rendendo i dati immodificabili ed evitando così ogni manipolazione; tecnologia già in uso per il processo produttivo e di trasformazione del pomodoro pelato.

(Iìì) Predisposizione di proposte normative dirette ad individuare uno specifico settore merceologico, quello delle antiche sementi storicamente autoctone, differenziandolo dal resto delle varietà vegetali, pur presenti in Italia. Solo ai prodotti che rispettino il Disciplinare di filiera sarà possibile utilizzare la denominazione “Antico Grano Italiano” nell’etichettatura del prodotto trasformato.

(Iv) Adozione di un marchio/brevetto di made in Italy delle antiche sementi attualmente meramente annoverate presso i registri del MIPAF, che tuteli il nostro Paese dalla possibilità che possano essere sottratte e registrate altrove (cfr. Caso Kamut equivalente al nostro Percisacchi).

(v) Proposizione dell’inserimento nella Costituzione italiana della tutela della biodiversità, come diritto distinto dal più generale diritto costituzionale alla tutela dell’ambiente.